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FATTORE Z

foto-#iostoconjoCome in un cartone animato, dove scene teatrali enfatizzano tratti distintivi di umanità, la mia immaginazione vola oltreconfine per approdare nel mondo delle leggende. La più veloce spada della storia, indossa cappello, maschera e baffi neri, per vestire di mistero episodi di rivalsa, insolenza e prepotenza. E alla fine vince sempre la voglia di galoppare contro vento per incarnare lo spirito di ribellione e di riscatto del pueblo.

Ecco che il damerino intellettuale si trasforma in invincibile spadaccino tra nobilotti e sergenti che sguazzano in un Novecento dove lo scontro tra il bene e il male, tra il desiderio di vendetta e quello di giustizia, viaggia a cavallo di un supereroe. Zorro rappresenta la mia infanzia: il primo libro, il primo cinema, il primo travestimento, il primo impatto con il dualismo che divide l’universo. E perfino il primo amore, velato da un fumetto che nascondeva il rossore e lo stupore tra uno sguardo ammaliato e ammiccato. È con lui, gentiluomo d’altri (bei) tempi, che voglio raccontarvi l’avventura professionale (e sociale) più esaltante della mia vita: Laboriusa. Figlia di un tempo di solitudine e indifferenza, dove il Vecchio Mondo si scontra col Nuovo a suon di poteri tecnologici. Dove al patibolo ci vanno i sogni, i desideri, l’educazione e la conciliazione con “l’altro”, diverso da me; lontano da tutti. È in questo contesto che il fattore Z può diventare quel tratto di indulgenza che può ingentilire anche l’intolleranza e la noncuranza. Non c’è spada più potente di un messaggio virale che invade i confini dell’animo e supera le barriere del silenzio. Senza maschera o mascariamenti, il nero mantello avvolge individualismo ed egoismo, in un girotondo di sguardi tra persone spinte da briciole di passione. Quel Fattore Z altro non è che il segno inconfondibile di piccole sfide, esaltanti ma non eclatanti, neanche troppo coraggiose: usi e costumi dell’uomo contemporaneo che dovrebbero essere così normali, così ordinarie, che non serve un labirinto di passaggi che conducono al rifugio segreto per poterle scovare e agguantare. Adesso, però, datemi il mio cavallo: Tornado di pensieri sono.