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LA NOTTE PORTA CONIGLI

WhatsApp Image 2018-04-06 at 10.09.30Risveglio sfavillante. Ho sognato che ero proprio io, Jo, il creativo di un’Agenzia di comunicazione internazionale e spaziale, tra lunghi corridoi patatinati con lavori blasonati e stanze luccicanti di creatività narrante. Mia moglie ha ringraziato: per una volta al risveglio mi ha visto rilassato. Per 15 minuti ho danzato tra le onde dell’immaginazione, con l’inglese marchettaro a spadroneggiare nel mio vocabolario. Poi ho saldato i piedi tra un trillo e l’altro del timer professionale: scadenze, conferme, attese, revisioni e consulenze. Barba, doccia e mocassini. Ecco un’altra giornata piena zeppa di incognite, nella stanzetta del mio microcosmo. Che però coi suoi colori riesce a custodire i caldi sapori dei rapporti personali. Prendi un cliente, infatti, e fai un baratto di pensieri: ci sono legami che vanno oltre la linea di confine del “to do”. Voci che riscaldano giornate tutte uguali, con la familiarità di un “come stai?” e la frase di rito del “quando ci vediamo per un caffè?”. 

Local contro global, in un mondo in cui ancora contano gli sguardi. Tra alti e bassi, linee appuntite o giri di parole contorte. C’è un universo, il mio, dove la voce di Marco, Claudia, Francesco, Lorenzo, fanno ancora la differenza. Tra i meandri dell’indifferenza. 

Anche questo è lavoro. Meno duro degli altri.