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JO MI CHIAMO

jomichiamoJo mi chiamo. E non chiedetemi perché. All’anagrafe il mio nome è Luciano, ma ho sempre creduto, sperato, voluto diventare un giorno, quel giornalista che oggi scrive.

Avevo 12 anni. È proprio dal momento in cui iniziai a scribacchiare il mio primo diario, infarcito di pensieri leggeri come nuvole, che diventai Jo. Mi piace immaginare il mondo com’era allora.

Profumato, zuccheroso, vellutato come i sogni che ti fanno risvegliare con una sensazione di piacere. Oggi ho 40 anni e la pelle un po’ più scabra. Ma l’iperuranio immaginario di giornate a colori rimane saldo, in un pezzetto di immaginazione strisciante, tra un carico e l’altro.

Oggi che la comunicazione è la mia vita, e che la mia vita è comunicazione, se non avessi preservato la positività che invade l’animo dei bambini: bleah! Avrei già mollato tutto. E invece siamo qui, tra un singhiozzo di creatività e un afflato di innovazione, a fantasticare mondi visionari rinchiusi in una nuova cassetta degli attrezzi, dove gli strumenti di comunicazione cambiano alla velocità di propagazione della luce.

Dove la parola e l’immagine rimangono ancorate alla più pura delle strategie di marketing. Jo mi chiamo. E presto scoprirete perché.

 

Illustrazioni di Giamina Croazzo