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I PRESS, LA STORIA

Uno slancio, una spinta verso orizzonti sconosciuti, uno scatto di passione, mista a coraggio e dedizione. Questa storia, la mia storia, vuole essere solo un’iniezione di fiducia per quei giovani (e sono tanti) che attendono da sempre di staccare un biglietto per fare ingresso nel mondo del lavoro. La mia storia vuole rappresentare una voce oltre il silenzio assordante della contemporaneità. Prendi la voglia di sciogliere i nodi che incatenano al precariato e intrecciala alle competenze acquisite durante anni di studio in giro per il Belpaese; poi prova a puntare tutti i tuoi risparmi sulla casella che indica lo “start” e tenta (con quella buona dose di fortuna che ci vuole) di vincere la partita del futuro.

Così è iniziata l’avventura di I Press, quel piccolo grande mondo fatto di comunicazione, il contenitore dei sogni più ambiziosi, l’agenzia che racconta le mie sfide e quelle del gruppo di giovani che mi hanno seguita nel vortice dell’impresa. Ero una giornalista che amava il profumo dell’inchiostro e le pagine ingiallite dei giornali; oggi sono un account che fa del marketing il suo vangelo. Ho seguito la strada digitale, quella che fa del messaggio uno strumento virale, per innovare, sperimentare e testare nuovi linguaggi. Dopo anni passati con la penna in mano, lo spazio intorno a me si restringeva sempre di più. Quel foglio bianco si era ormai riempito. Consumato. Era arrivato il momento di cambiare, di rinnovare, di raccogliere quanto seminato, di scommettere su qualcosa di più grande: la mia creatività, che rischiava di intorpidirsi tra le routine produttive delle notizie.

Inizia così la navigazione a vista con una barchetta a remi, alla ricerca di un’isola felice. Inizia così quell’avventura chiamata I Press. Un universo polivalente su cui ruotano decine di risorse, dove tra Seo semantico e web strategy, press kit e social media business, si “posizionano” le aziende e si raccontano storie, servizi e prodotti d’eccellenza. Oggi I Press è un’agenzia che vuole essere non solo competitiva, ma anche costruttiva e propositiva: basti pensare che tutto lo staff segue un programma di team building e coaching per rinsaldare legami e sviscerare dinamiche. Oggi I Press ha puntato sul territorio, diventando modello di un nuovo modo di comunicare attraverso il verbo del fare, scommettendo tutto sul fundraising e sul crowdfunding (online c’è Laboriusa, la prima piattaforma del Sud a sostegno di progetti solidali). Dall’antiracket alle malattie genetiche rare (siamo partner ufficiali di Telethon), dallo sport quale strumento di recupero per minori al teatro per disabili, dall’autismo ai progetti di recupero delle periferie, i temi che trattiamo ogni giorno ci nobilitano e ci invogliano a investire su noi stessi. Su questa terra. Troppo spesso martoriata, depredata, soffocata da logiche meritofobiche (su questo argomento ho scritto anche un libro a quattro mani con Elita Schillaci, presidente della Fondazione Sicilian Venture Philantrophy).

Uno slancio, una spinta verso orizzonti inesplorati, dove l’etica vuole essere il nostro biglietto da visita. Dove il pantone fucsia si declina in ogni angolo di I Press: dalle pareti della sala riunioni al look dei progetti che si colorano di professionalità e competenza. Questa storia vuole essere una parentesi di speranza tra i puntini di sospensione che intervallano le parole sviluppo e innovazione.

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